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Riunioni in inglese: le frasi per partecipare con sicurezza

Capire tutto in una riunione in inglese è già una sfida; intervenire al momento giusto, con la frase giusta, lo è ancora di più. Il risultato è che molti professionisti italiani competenti restano in silenzio nelle call internazionali — non per mancanza di idee, ma per mancanza delle formule per esprimerle. Ecco le frasi che sbloccano la partecipazione, situazione per situazione.

Aprire e impostare la riunione

Se sei tu a condurre, poche frasi standard danno subito struttura:

  • “Thanks everyone for joining. Let’s get started.” — Grazie a tutti per la partecipazione. Iniziamo.
  • “The goal of today’s meeting is to…” — L’obiettivo della riunione di oggi è…
  • “We have three items on the agenda.” — Abbiamo tre punti all’ordine del giorno.
  • “Let’s aim to wrap up by 3.30.” — Cerchiamo di chiudere entro le 15:30.

Esprimere la tua opinione (senza aspettare che te la chiedano)

Nelle riunioni internazionali chi non interviene rischia di risultare assente, non educato. Formule per inserirti in modo naturale:

  • “From my point of view…” — Dal mio punto di vista…
  • “I’d like to add something here.” — Vorrei aggiungere una cosa su questo punto.
  • “Building on what Sara said…” — Riprendendo quello che ha detto Sara… Ottima per collegare il tuo intervento a quello di un collega.
  • “Can I jump in for a second?” — Posso inserirmi un attimo? Il modo standard e cortese di prendere la parola in una call.

Essere d’accordo, in disaccordo, o a metà

Il disaccordo in inglese professionale si esprime quasi sempre in forma attenuata — un “I disagree” secco suona molto più duro di quanto suonerebbe in italiano:

  • “I see your point, but…” — Capisco il tuo punto, ma…
  • “I’m not sure I agree with that.” — Non sono sicuro di essere d’accordo.
  • “That’s a fair point.” — È un’osservazione giusta.
  • “Absolutely, I’m with you on that.” — Assolutamente, sono d’accordo con te.

Chiedere chiarimenti senza imbarazzo

Con accenti diversi, connessioni instabili e velocità da madrelingua, non capire qualcosa è la norma. Chiedere è professionale, non una debolezza:

  • “Sorry, could you repeat that last part?” — Scusa, puoi ripetere l’ultima parte?
  • “Just to make sure I understood: are you saying that…?” — Solo per essere sicuro di aver capito: stai dicendo che…?
  • “Could you give us an example?” — Puoi farci un esempio?

Chiudere con azioni chiare

La parte finale è quella che produce risultati — e in inglese ha un vocabolario preciso:

  • “So, to sum up: we’ve agreed on…” — Riassumendo: abbiamo concordato che…
  • “What are the next steps?” — Quali sono i prossimi passi?
  • “Marco will follow up on the pricing by Friday.” — Marco si occuperà del follow-up sui prezzi entro venerdì. Nota “follow up on”: il verbo standard per “dare seguito a”.
  • “I’ll send round the minutes after the call.” — Invio il verbale dopo la call. “Minutes” = verbale, uno dei false friends più frequenti nelle riunioni.

Dalla teoria alla pratica

Leggere queste frasi è il primo passo; usarle al volo, mentre la conversazione corre, è un’altra cosa. Il modulo Riunioni del nostro Crash Course di Business English lavora esattamente su questo: agende, opinioni, registro giusto e gestione delle riunioni in situazioni realistiche, finché le formule non diventano automatiche.

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