Un evento di settore, una fiera, un aperitivo aziendale con colleghi stranieri: il networking è una delle situazioni in cui l’inglese “scolastico” mostra tutti i suoi limiti. Non servono congiuntivi perfetti — servono frasi naturali per rompere il ghiaccio, presentarti senza sembrare un curriculum ambulante e mantenere viva una conversazione. Vediamo come.
Rompere il ghiaccio: le prime frasi
Il primo ostacolo è sempre iniziare. In un contesto professionale internazionale funzionano bene aperture semplici e situazionali:
- “Hi, I don’t think we’ve met — I’m Marco.” — Ciao, non credo ci conosciamo: sono Marco. Semplice e diretta.
- “Is this your first time at this conference?” — È la tua prima volta a questa conferenza? Apre subito uno scambio.
- “What did you think of the last talk?” — Cosa ne pensi dell’ultimo intervento? Perfetta a eventi e fiere.
- “Mind if I join you?” — Ti dispiace se mi unisco? Utile ai tavoli o durante i coffee break.
Nota che in inglese l’approccio è spesso più informale di quanto un italiano si aspetti: “Hi” va benissimo anche in contesti professionali, e passare subito al nome di battesimo è la norma, non una mancanza di rispetto.
Presentarti senza recitare il curriculum
Alla domanda “What do you do?” la tentazione è rispondere con il titolo esatto della propria posizione. Funziona meglio una risposta breve che spieghi cosa fai in concreto e apra la conversazione:
- “I work in logistics — I help companies move goods across Europe.” — Lavoro nella logistica: aiuto le aziende a movimentare merci in Europa.
- “I run a small marketing agency, mostly for food brands.” — Gestisco una piccola agenzia di marketing, soprattutto per brand alimentari.
La struttura utile è: settore + cosa fai in pratica + un dettaglio concreto che invita a fare domande. Molto più efficace di un titolo formale che spesso non dice nulla a chi non conosce la tua azienda.
Mantenere viva la conversazione
Il networking non è un monologo: le domande contano più delle risposte. Alcune frasi che tengono aperto lo scambio:
- “How did you get into that field?” — Come sei arrivato in quel settore?
- “That’s interesting — how does that work exactly?” — Interessante: come funziona esattamente?
- “We’re seeing something similar in our industry.” — Vediamo qualcosa di simile nel nostro settore. Collega la sua esperienza alla tua.
E quando non capisci qualcosa — succede a tutti, soprattutto con accenti diversi — chiedi senza imbarazzo: “Sorry, could you say that again?” è del tutto normale e molto meglio di un sorriso vuoto.
Chiudere bene (e lasciare la porta aperta)
Uscire da una conversazione con eleganza è un’abilità sottovalutata:
- “It was great talking to you — let’s stay in touch.” — È stato un piacere parlare con te: restiamo in contatto.
- “Can I connect with you on LinkedIn?” — Posso aggiungerti su LinkedIn? Oggi è il vero scambio di biglietti da visita.
- “I’ll drop you an email next week about that idea.” — Ti scrivo un’email la settimana prossima su quell’idea. Concreto e professionale.
L’errore più comune: prepararsi solo sul vocabolario
La differenza tra chi fa networking con disinvoltura e chi resta ai margini raramente è il livello grammaticale: è l’allenamento a gestire conversazioni reali, con i loro tempi, le interruzioni e gli imprevisti. È una competenza che si costruisce con la pratica guidata — ed è esattamente il focus del modulo Networking del nostro Crash Course di Business English: presentazioni, small talk e prime impressioni, su situazioni vere.
Non sai ancora qual è il tuo livello di inglese professionale?


