Un colloquio di lavoro in inglese mette alla prova non solo le tue competenze linguistiche, ma anche la capacità di comunicare con sicurezza sotto pressione. Che tu stia puntando a un ruolo in un’azienda multinazionale o a una posizione che richiede semplicemente un buon livello di inglese, prepararti con le frasi giuste può fare la differenza tra un’impressione mediocre e una davvero convincente.
In questo articolo trovi le espressioni più utili per affrontare un colloquio in inglese, dalla presentazione iniziale alle domande più comuni, oltre a qualche consiglio pratico per arrivare preparato.
Come presentarti all’inizio del colloquio
I primi minuti contano molto: è il momento in cui il selezionatore si fa una prima idea di te. Ecco alcune frasi utili per aprire il colloquio con il piede giusto:
- “Thank you for having me today, it’s a pleasure to be here.” — Grazie per avermi ricevuto oggi, è un piacere essere qui.
- “I’ve been working as a [ruolo] for the past [X] years, mainly focusing on…” — Lavoro come [ruolo] da [X] anni, occupandomi principalmente di…
- “What attracted me to this role is…” — Ciò che mi ha attratto di questa posizione è…
Evita di tradurre alla lettera dall’italiano: espressioni come “I am specialized in…” suonano più naturali di traduzioni troppo letterali di “mi occupo di”.
Rispondere alle domande più comuni
Alcune domande ricorrono in quasi tutti i colloqui, in inglese come in italiano. Conoscere in anticipo come strutturare la risposta ti aiuta a restare fluido anche quando sei nervoso.
“Tell me about yourself”
Non è un invito a raccontare la tua intera biografia, ma a offrire una sintesi professionale in 60-90 secondi: percorso, competenze chiave e motivo per cui sei lì. Una struttura efficace è presente → passato → futuro: cosa fai ora, come ci sei arrivato, cosa cerchi in questo nuovo ruolo.
“What are your strengths and weaknesses?”
Per i punti di forza, usa esempi concreti invece di aggettivi generici: “I’m very detail-oriented — for example, in my last role I…” Per i punti deboli, scegli qualcosa di reale ma già in fase di miglioramento: “I used to struggle with public speaking, so I joined a course to work on it.”
“Why do you want to work here?”
Dimostra di aver fatto ricerca sull’azienda: “I’ve followed your company’s growth in the [settore] sector, and I’m particularly impressed by…”
“Where do you see yourself in five years?”
Rispondi collegando le tue ambizioni al ruolo e all’azienda, senza sembrare troppo rigido: “I’d like to grow into a role with more responsibility, ideally within a team like this one.”
Domande da fare tu al selezionatore
Un buon colloquio è una conversazione a due direzioni. Fare domande intelligenti dimostra interesse reale per la posizione:
- “What does success look like in this role after six months?” — Come si misura il successo in questo ruolo dopo sei mesi?
- “Can you tell me more about the team I’d be working with?” — Può parlarmi del team con cui lavorerei?
- “What are the next steps in the process?” — Quali sono i prossimi passi del processo di selezione?
Consigli pratici per arrivare preparato
Oltre al vocabolario, alcuni accorgimenti pratici aiutano a gestire meglio l’ansia da colloquio e a comunicare in modo più efficace:
- Fai pratica ad alta voce, non solo mentalmente: le risposte suonano molto diverse quando le pronunci davvero.
- Prepara 2-3 esempi concreti (progetti, risultati, situazioni difficili gestite bene) da riadattare a diverse domande.
- Non temere le pause: in inglese è normale prendersi un attimo con frasi come “That’s a great question, let me think about that for a second.”
- Chiedi di ripetere, se necessario: “Sorry, could you rephrase that?” è del tutto accettabile e molto meglio di una risposta a caso.
- Cura il linguaggio del corpo: anche in una videochiamata, contatto visivo e postura comunicano sicurezza quanto le parole.
Il vocabolario giusto fa la differenza
Molti candidati con un buon livello di inglese generale si bloccano proprio nei colloqui perché mancano del vocabolario specifico del contesto professionale: come descrivere responsabilità, negoziare condizioni, parlare di risultati misurabili. È un tipo di preparazione che va oltre la grammatica e richiede pratica mirata su situazioni reali.
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