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FYI, ASAP, EOD: le abbreviazioni inglesi nelle email di lavoro

Ricevi un’email che dice “FYI — need this ASAP, ideally by EOD” e ti fermi a decifrarla. Le abbreviazioni sono ovunque nella corrispondenza di lavoro in inglese, e non conoscerle rallenta la lettura o, peggio, porta a fraintendere una scadenza. Ecco quelle che incontrerai davvero, con l’indicazione di quando usarle tu e quando è meglio evitarle.

Le abbreviazioni più comuni

  • FYIFor Your Information: per tua informazione. Segnala che non serve un’azione, è solo un aggiornamento.
  • ASAPAs Soon As Possible: il prima possibile. Attenzione: può suonare pressante, meglio accompagnarlo con una scadenza reale.
  • EODEnd Of Day: entro fine giornata. Occhio ai fusi orari: “EOD” per un collega americano non è il tuo EOD.
  • EOWEnd Of Week: entro fine settimana.
  • COBClose Of Business: alla chiusura degli uffici, di solito le 17-18 locali. Sinonimo pratico di EOD in contesti più formali.
  • TBCTo Be Confirmed: da confermare.
  • TBDTo Be Decided/Determined: da decidere. Simile a TBC ma indica che la decisione non è ancora presa, non solo la conferma.
  • NBNota Bene: come in italiano, per evidenziare un dettaglio importante.

Quelle legate a riunioni e persone

  • OOOOut Of Office: fuori sede, assente. Lo trovi nelle risposte automatiche.
  • WFHWorking From Home: in smart working.
  • 1:1one-to-one: incontro individuale, tipicamente con il proprio responsabile.
  • ETAEstimated Time of Arrival: tempo stimato di arrivo o di consegna. Usatissimo anche per i progetti: “What’s the ETA on the report?”
  • PTOPaid Time Off: ferie retribuite (soprattutto in contesti americani).
  • CC / BCCCarbon Copy / Blind Carbon Copy: copia conoscenza e copia nascosta. Come verbo: “I’ll cc you on the email.”

Quelle che generano più equivoci

  • PFAPlease Find Attached: in allegato. Diffusa in alcuni contesti internazionali, ma poco usata da madrelingua britannici e americani: meglio scrivere per esteso.
  • LMKLet Me Know: fammi sapere. Molto informale, adatto solo a colleghi stretti.
  • IMO / IMHOIn My (Humble) Opinion: secondo me. Da evitare con clienti o superiori: appartiene al registro della chat.
  • RE: — non è “risposta” ma “regarding” (riguardo a) — anche se nei client di posta indica di fatto la risposta a un messaggio.

Quando usarle (e quando no)

La regola pratica è semplice: le abbreviazioni segnalano familiarità e velocità, quindi il loro uso dipende da chi legge.

  • Con colleghi interni e comunicazione quotidiana: vanno benissimo, anzi rendono il messaggio più efficiente.
  • Con clienti, superiori o primi contatti: meglio scrivere per esteso. “As soon as possible” invece di ASAP comunica più cura.
  • Con interlocutori non madrelingua: attenzione — non tutti conoscono le stesse sigle, e un’email piena di abbreviazioni può risultare incomprensibile.
  • Mai nell’oggetto di un’email formale: “Q3 report — TBD” è ambiguo; meglio essere espliciti dove conta la chiarezza.

Il contesto conta più della sigla

Conoscere le abbreviazioni serve soprattutto a leggere velocemente ciò che ricevi; usarle bene è una questione di registro, cioè di sapere quanto essere formali con ciascun interlocutore. È la stessa competenza che sta alla base di ogni email di lavoro efficace — il tema del modulo “Email efficaci” del nostro Crash Course di Business English, dove si lavora su etichetta, tono e chiarezza in situazioni reali.

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