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Come scrivere un’email formale in inglese (con esempi)

Un’email formale in inglese può decidere l’esito di una candidatura, di una trattativa o della prima impressione con un cliente straniero. Eppure è uno dei testi che si scrivono più spesso di getto, senza pensare troppo alla struttura. Vediamo come scrivere un’email formale in inglese che risulti chiara, professionale e che ottenga davvero una risposta.

La struttura di un’email formale in inglese

A differenza della chat o dei messaggi informali, un’email formale in inglese segue una struttura piuttosto fissa: saluto iniziale, una riga che introduce il motivo del messaggio, il corpo con i dettagli, un’eventuale richiesta d’azione chiara, e una chiusura formale con la firma. Rispettare questa struttura rende il messaggio immediatamente più professionale, anche prima di leggere una singola parola.

L’oggetto: la riga che decide se l’email viene aperta

Chi riceve decine di email al giorno legge prima l’oggetto, e spesso decide da lì quando rispondere. Un buon oggetto in inglese è breve e dice già di cosa si tratta e cosa serve:

  • Request for quotation – 200 units, delivery in March (richiesta di preventivo)
  • Follow-up: meeting on 12 July (seguito di una riunione)
  • Action required: contract signature by Friday (serve un’azione entro una data)
  • Quick question about invoice 2026/114 (domanda breve e precisa)

Evita oggetti come “Info”, “Question” o “Urgent!!!”: non danno contesto e i punti esclamativi, in inglese, suonano aggressivi.

Come aprire l’email

Il saluto iniziale dipende da quanto conosci il destinatario:

  • Dear Mr/Ms [Cognome] — quando conosci il nome della persona ed è il primo contatto formale.
  • Dear Sir or Madam — quando non sai chi leggerà l’email (es. un indirizzo generico tipo info@).
  • Hi [Nome] — accettabile in contesti business meno rigidi, dopo un primo contatto formale.

Dopo il saluto, è utile aprire con una riga che dia subito contesto, ad esempio “I am writing to enquire about…” (Le scrivo per chiedere informazioni su…) o “I hope this email finds you well” (Spero che questa email la trovi bene) se stai scrivendo a qualcuno che già conosci.

Il corpo del messaggio: chiarezza prima di tutto

In inglese business, la chiarezza vale più dell’eleganza stilistica. Alcune regole pratiche:

  • Una richiesta per paragrafo. Se devi chiedere più cose, separale in paragrafi brevi o in un elenco puntato: è molto più facile da leggere velocemente.
  • Frasi brevi, verbi diretti. “We would like to request…” è più chiaro (e più naturale) di costruzioni contorte piene di subordinate.
  • Sii specifico sulla richiesta. Invece di “Let me know your thoughts”, meglio “Could you confirm by Friday whether this works for you?” — dà una scadenza e un’azione precisa.
  • Evita di tradurre l’italiano parola per parola. Espressioni come “Vi prego di voler” diventano goffe se tradotte letteralmente; in inglese basta “Please” seguito dalla richiesta diretta.

Come chiudere l’email in modo professionale

La chiusura conta quasi quanto l’apertura. Alcune formule standard, dalla più formale alla più neutra:

  • Yours faithfully — solo se hai aperto con “Dear Sir or Madam” (non sai il nome del destinatario).
  • Yours sincerely — se hai aperto con “Dear Mr/Ms [Cognome]” (conosci il nome).
  • Best regards / Kind regards — la scelta più comune e sicura nella corrispondenza business moderna, valida in quasi ogni contesto.

Prima della firma, una riga di cortesia aiuta a chiudere bene il messaggio: “Please don’t hesitate to contact me if you have any questions” (Non esiti a contattarmi per qualsiasi domanda) oppure “Looking forward to hearing from you” (Resto in attesa di un suo riscontro).

Formale o semi-formale? Come scegliere il tono

Nella maggior parte delle email di lavoro di oggi il tono giusto è il semi-formale: cortese ma diretto. Il formale pieno serve al primo contatto, con un cliente importante o quando scrivi a un ufficio che non conosci.

  • Formale: Dear Ms Taylor, … I would be grateful if you could … Yours sincerely
  • Semi-formale: Hi Sarah, … Could you please … Best regards

Una regola pratica: rispondi con lo stesso registro di chi ti ha scritto. Se il cliente inglese ti scrive “Hi Marco”, rispondere “Dear Mr Smith” crea distanza.

Tre esempi di email in inglese

Ecco tre email complete per le situazioni più frequenti. Usale come base e adattale al tuo caso.

1. Richiesta di informazioni a un fornitore

Subject: Request for information – packaging solutions

Dear Mr Collins,

I am writing on behalf of Rossi Srl, a food company based in Milan. We are looking for a new supplier of recyclable packaging, and we came across your products at the Packaging Expo in Bologna.

Could you please send us your current catalogue and price list for orders of around 5,000 units per month? We would also like to know your usual delivery times to Italy.

I look forward to hearing from you.

Yours sincerely,
Giulia Rossi
Purchasing Manager

2. Follow-up dopo una riunione (semi-formale)

Subject: Follow-up: meeting on 12 July

Hi Sarah,

Thank you for your time yesterday. As agreed, I am attaching the updated proposal with the new delivery schedule.

To summarise the next steps:

  • you will check the budget with your finance team;
  • we will send the draft contract by 20 July.

Please let me know if I have missed anything.

Best regards,
Marco

3. Sollecito cortese

Subject: Reminder: invoice 2026/114

Dear Mr Patel,

I am just following up on my email of 3 September regarding invoice 2026/114, which was due on 30 August.

Could you please let me know when we can expect payment? If it has already been processed, please disregard this message.

Kind regards,
Luca Bianchi
Accounts Department

Nota il tono del sollecito: niente accuse (“You didn’t pay”), solo i fatti e una richiesta precisa. In inglese la fermezza passa dalla chiarezza, non dai toni duri.

Ti servono altre formule pronte? Le trovi nella raccolta di frasi utili per le email di lavoro in inglese; per sigle come FYI, ASAP ed EOD c’è la guida alle abbreviazioni inglesi nelle email di lavoro.

Errori comuni da evitare

  • Oggetto vago. “Question” o “Info” dicono poco; meglio “Follow-up on our meeting – 12 July proposal” che dà già contesto.
  • Mescolare registri. Iniziare con “Dear Mr Smith” e chiudere con “Bye!” crea un salto di tono che si nota subito.
  • Email troppo lunghe. Se il messaggio richiede più di 3-4 paragrafi, valuta se non sia il caso di una call o di un documento allegato.
  • Dimenticare il contesto per chi riceve tante email. Aprire subito con il motivo del messaggio, senza troppi preamboli, rispetta il tempo di chi legge.

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Conoscere le regole aiuta, ma usarle con naturalezza — senza dover tradurre mentalmente ogni frase dall’italiano — richiede pratica su casi reali: email di richiesta, di follow-up, di negoziazione. È esattamente ciò su cui lavora il modulo “Email efficaci” del nostro Crash Course di Business English, pensato per chi ha poco tempo e vuole risultati concreti.

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